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Ricevute affitti: cosa sono, come si compilano perché conservarle, cosa accade se non sono emesse.

Le ricevute affitti cosa sono. La ricevuta di pagamento è il documento nel quale viene certificato che l’inquilino ha sostenuto il pagamento del canone di locazione relativo a un mese o a un periodo specifico. La sua importanza consiste nel fatto che rappresenta una tutela per l’inquilino che gli permetterà di essere protetto contro eventuali nuove richieste di pagamento da parte del locatore. Inoltre la marca da bollo è sempre obbligatoria? In caso di affitto in nero, senza la ricevuta cosa succede?

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Sapere a cosa servono le ricevute degli affitti e come si compilano è necessario sia per il proprietario di casa che per l’inquilino che ha deciso di affittare l’immobile.

Che cosa sono le ricevute degli affitti?

La ricevuta di pagamento dell’affitto è un documento nel quale si attesta l’avvenuto pagamento del canone di locazione del mese (o periodo) indicato sulla ricevuta. Le ricevute degli affitti risultano estremamente importanti poiché garantiscono una tutela per l’inquilino certificando l’avvenuto pagamento. Per questo motivo le ricevute degli affitti devono essere redatte in duplice copia. Di cui l’originale va all’inquilino mentre la copia rimane al proprietario della casa. La ricevuta di pagamento dell’affitto è richiesta quando il pagamento viene fatto in contanti. Ma l’inquilino ha il diritto di riceverla anche nel caso il pagamento dell’affitto venga effettuato tramite bonifico bancario.

Consigli per l’inquilino:

  • effettua il pagamento dell’affitto tramite bonifico poiché sarà un’ulteriore prova dell’avvenuto pagamento;
  • conserva accuratamente tutte le ricevute contabili degli affitti versati;
  • con il contratto di affitto e le ricevute potrai detrarre il tuo affitto nel 730.

A cosa serve la ricevuta d’affitto?

La ricevuta d’affitto è un documento con una doppia utilità, per il proprietario e per l’inquilino. Il proprietario dimostra che ha locato un immobile e di aver ricevuto mensilmente il canone di locazione in base a quanto registrato sul contratto. Il conduttore ha una prova a dimostrazione del pagamento del canone, anche nei confronti di vari enti per via degli sgravi che ne derivano. La ricevuta d’affitto, in caso di pagamento in contanti, serve inoltre a certificare che il proprietario non emetta ricevute di affitto che abbiano un importo inferiore rispetto a quello pagato dall’inquilino, con l’obiettivo di evadere il fisco.

Come sono composte le ricevute?

La cosa più semplice da fare per poter avere sempre delle ricevute affitti prestampate pronte è quella di andare in cartoleria o in un tabacchi e acquistare un blocchetto, il prezzo varia dai € 2,30 a € 3,50 massimo. 

Ricevute affitti cosa sono

Troverai un prestampato composto come nell’immagine, in carta copiativa. Quando lo compili, la prima cosa da fare è mettere il cartoncino dopo il secondo foglio, in modo da copiare i dati solo in due fogli, in quanto la copia verde, sotto la blu è auto ricalcante. L’originale della ricevuta è consegnata all’affittuario e la copia al locatore.  

In primis in alto a destra devi inserire la data del pagamento, che deve corrispondere con quella del giorno della ricevuta.

Successivamente devi riportare il nome, il cognome e il codice fiscale dell’inquilino e il nome e il cognome del proprietario. Sulla barra dopo la scritta € devi inserire l’importo dell’affitto più il costo della marca da bollo, il periodo a cui si riferisce il pagamento, la tipologia di immobile (affitto di casa, affitto del negozio, affitto di un magazzino o affitto di un garage). Successivamente devono essere anche trascritti il numero di contratto di locazione e la data in cui è stato registrato.

Completa la ricevuta di pagamento dell’affitto, la firma del proprietario ovvero colui che ha riscosso l’importo dell’affitto.

In alternativa al blocchetto possono essere validi anche dei modelli creati in autonomia, l’importante è che riportino tutte le informazioni necessarie al fine di convalidare il documento con tutti i dati necessari all’individuazione.

Ecco un esempio:

Ricevute affitti cosa sono

I dati necessari in una ricevuta di affitto sono:

  • Dati anagrafici del proprietario
  • Dati anagrafici dell’inquilino
  • Causale di pagamento e periodo a cui si riferisce
  • Tipologia di immobile
  • Indicazione del contratto di affitto (numero di contratto e data di registrazione)
  • Ammontare del canone
  • Data e firma del proprietario

Affitto in nero senza ricevuta

Senza la ricevuta si configura l’affitto in nero. Un inquilino o conduttore che dispone di un immobile senza un regolare contratto ovviamente non ha nemmeno la ricevuta di affitto. Questo perché il locatore non ha redatto e registrato il contratto. L’inquilino in questo caso ha la possibilità di denunciare il fatto di avere un affitto in nero. La legge prevede che è sufficiente la sola dichiarazione dell’inquilino affinché l’amministrazione fiscale avvii un controllo dell’appartamento per verificare l’esattezza dell’informazione ricevuta e che l’affitto non sia in nero. Inoltre il proprietario locatore non può nemmeno difendersi sostenendo il contrario.

Marca da bollo nelle ricevute

La marca da bollo serve per assolvere al pagamento della relativa imposta nei casi previsti dalla legge e deve essere allegata alla copia da consegnare all’inquilino. La marca da bollo è acquistabile in qualsiasi tabaccaio e si applica sui documenti (fatture, ricevute fiscali, note, ecc.) relativi ad operazioni superiori a € 77,47 e che non sono soggette ad IVA. In questo caso per le ricevute degli affitti servirà una marca da bollo di 2 €. Il costo della marca da bollo è a carico dell’inquilino anche se spetta al proprietario il compito di acquistarla e apporta sulla ricevuta. Se la marca da bollo non è apposta sulla ricevuta entrambe le parti possono essere sanzionate. 

Come numerare le ricevute?

Le ricevute degli affitti devono essere numerate progressivamente per anno, o gli si può essere attribuita la numerazione progressiva per blocchetto. Anche se questo non è un dato relativamente importante per la parte finanziaria, ma semplicemente serve per mantenere ordinate le ricevute e controllare che non ne manchi nessuna.

La Ricevuta d’affitto è obbligatoria?

La ricevuta d’affitto non è obbligatoria se i pagamenti dei canoni sono eseguiti con modalità tracciabili. Ma nel caso in cui l’affittuario la richiede, il proprietario è obbligato a compilare e consegnare la ricevuta d’affitto, sia che il pagamento è stato effettuato in contanti sia che il pagamento è stato fatto a mezzo pagamenti tracciabili, quali l’assegno, il bonifico, il pagamento via link bancario. Quest’obbligo è disciplinato dall’articolo 1199 del Codice Civile, nel quale si legge che

il creditore che riceve il pagamento deve, a richiesta e a spese del debitore, rilasciare quietanza e farne annotazione sul titolo, se questo non è restituito al debitore”.

Nel caso in cui il proprietario di casa si rifiutasse di emettere la ricevuta d’affitto, l’inquilino avrebbe due possibilità:

  • il diritto di non pagare;
  • il diritto di pagare alla presenza di un testimone o registrando un video da utilizzare come prova in caso di contenzioso con il proprietario dell’immobile.

Inoltre, la ricevuta di pagamento non deve essere necessariamente mensile. L’inquilino ha infatti la possibilità di chiedere una quietanza che ricopra un periodo più ampio. Può essere, per esempio, semestrale oppure annuale. In questo caso il proprietario emetterà una quietanza liberatoria, ovvero un documento nel quale l’inquilino viene liberato in modo esplicito dai debiti pregressi che sono stati tutti saldati con il pagamento mensile del canone di affitto.

Conservazione delle ricevute

E’ importante quanto per il proprietario tanto quanto per il conduttore la corretta conservazione delle ricevute di affitto. A volte le ricevute servono a documentare la verità del contratto di locazione, al fine di dimostrarne la validità. In caso di agevolazioni o sgravi fiscali, l’amministrazione finanziaria, vorrà gli venga documentata la movimentazione dei fitti.


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